Letteria Montoro
Figure d’autrice e agency femminile: la reinvenzione narrativa di Letteria Montoro in Trema la notte di Nadia Terranova
di Daniela Bombara
Nel romanzo Trema la notte (2022), Nadia Terranova intreccia la vicenda di Barbara, giovane sopravvissuta al terremoto di Messina del 1908, con la riscoperta di Letteria Montoro e del suo romanzo Maria Landini. Autrice e opera diventano per la protagonista un fulcro identitario ed esistenziale, offrendo un modello di resistenza femminile in un mondo segnato dalla rovina.
Maria, eroina ottocentesca che rifiuta un matrimonio di convenienza e sfida l’ordine patriarcale, genera profonde risonanze in Barbara, che cerca a sua volta di sottrarsi a un destino di marginalità e violenza, inclusa un’aggressione sessuale subita nel caos post-sismico. Il romanzo, letto avidamente e conservato con cura, si fa per lei rifugio e mappa simbolica d’emancipazione. Barbara è, come dice la voce narrante, “una ragazza che aveva imparato il coraggio dai libri”: in particolare da quelli scritti da donne su altre donne.
L’opera di Letteria si configura come un’eccezione nel panorama del romanzo ottocentesco italiano, dove il protagonismo femminile è raro: Maria Landini agisce, sceglie, disobbedisce, ed è questa agency narrativa a renderla un modello per Barbara; inoltre la stessa vicenda biografica della scrittrice – donna coraggiosa ed esule per scelta – è rifunzionalizzata da Terranova in chiave protofemminista, come anticipatrice di una riflessione critica, per quanto romanzata, su potere e genere.
Il legame tra Barbara, Maria (il personaggio) e Letteria (l’autrice) dà vita a una triangolazione simbolica che evidenzia il potere trasformativo della lettura, soprattutto della lettura tra donne. Emblematica è la scena in cui Barbara conserva un frammento della lapide di Montoro come reliquia laica: gesto silenzioso ma eloquente di affiliazione ideale. “Bella donna, vostra madre – disse solo allora Jutta. E io non la smentii”: l’identificazione si consuma nel non detto.
Attraverso la sovrapposizione di piani finzionali, Terranova attua un’operazione di riscrittura che rielabora una figura storica – la Montoro realmente esistita – come personaggio interno alla narrazione. Trema la notte si colloca così nell’ambito della meta-biofiction (Castellana, 2015; 2019), in cui il discorso biografico è inserito in una diegesi più ampia ed emblematica. La Montoro di Terranova non coincide con l’autrice effettivamente esistita, ma ne amplifica il potenziale simbolico tramite un dispositivo narrativo che riattiva voci sommerse.
L’operazione si colloca in quella ‘zona intermedia’ tra completamento e risemantizzazione propria delle biofiction più avvertite: l’autrice non pretende di riprodurre la verità storica, ma la mette in discussione, la rilancia, la forza a parlare al presente. Il fine non è raccontare una vita, ma indagarne la consonanza con tematiche attuali; nelle pagine di Terranova, Montoro non è solo una scrittrice dimenticata, ma una figura-guida, un riferimento etico per Barbara e per noi lettori.
Trema la notte si inserisce così in una recente tendenza della narrativa italiana che intende offrire visibilità alle donne escluse dalla storiografia ufficiale, reinserendole nel canone letterario e nella cultura contemporanea. La Montoro romanzesca cessa di essere oggetto d’archivio per farsi soggetto narrante, anello vivo di una catena intergenerazionale che collega passato e presente. La biografia e l’opera di Letteria Montoro – legate alla vicenda esistenziale di Barbara – non si limitano a restituire una voce, ma rendono vitale e fruibile un patrimonio culturale marginalizzato, invitando a una riflessione critica su dinamiche di genere e memoria collettiva.
Bibliografia
Castellana Riccardo, La biofiction. Teoria, storia, problemi, «Allegoria», LXXI- LXXII, 2015, pp. 67-97.
Castellana Riccardo, Finzioni biografiche. Teoria e storia di un genere ibrido, Roma, Carocci, 2019.
Terranova Nadia, Trema la notte, Torino, Einaudi, 2022.


