Letteria Montoro

a cura di Chiara Evola

Letteria Montoro (1825-1893) è stata una scrittrice e poetessa messinese, autrice di novelle, romanzi e componimenti poetici.

«Lanciata nel vortice di questo mondo misterioso e incomprensibile, volgendo uno sguardo all’universo e al cuore dell’uomo, l’anima mia sentì il bisogno di affidare a queste pagine un lamento. In esse non troverai sfoggio di erudizione o di stile, perché non ho consultato alcun libro, né mezzi ebbi allo studio: solo la potenza del dolore, amaro alimento dell’intera mia vita, spinse quasi mio malgrado la penna»

L. Montoro, Due parole al lettore, prefazione al romanzo Maria Landini

Vita e formazione
Letteria Montoro nasce a Messina in una famiglia fortemente impegnata nella lotta contro il regime borbonico, come racconta la stessa autrice nella prefazione al suo romanzo, Maria Landini. Il suo epitaffio la ricorda infatti come «donna di spiriti liberali» (Attard, 1991, p. 34). La fonte biografica più estesa, da cui ricaviamo la maggior parte delle informazioni sulla sua vita, è l’opera dello storico messinese Gaetano Oliva. Letteria Montoro partecipa ai moti del 1848 collaborando al giornale patriottico «L’Aquila Siciliana» (Arenaprimo, 1893), e viene perciò esiliata insieme ai fratelli. Rientrata dopo due anni a Messina, decide di non sposarsi ma di dedicarsi all’attività letteraria attraverso la quale fa sentire la propria voce e il proprio impegno politico. La produzione letteraria spazia dalla prosa – novelle e romanzi – alla poesia d’occasione, lirica, patriottica e civile. Legatissima al fratello maggiore, Francesco Montoro, direttore del Collegio Peloritano e del liceo ginnasio Maurolico, alla sua morte – venuti meno gli obblighi casalinghi – Letteria si dedica con maggior frequenza alla letteratura. Nel 1865 partecipa alle commemorazioni messinesi per il centenario della morte di Dante, in occasione delle quali scrive il componimento Pel centenario di Dante Alighieri.
Morì all’età di sessantotto anni a Messina, nel 1893.

Attività letteraria
Inizia a pubblicare dal 1850, esordendo con il romanzo Maria Landini. L’opera raggiunge una buona notorietà ed è infatti menzionata nel periodico «Il Politecnico» all’interno del saggio Sul Romanzo delle donne contemporanee in Italia, apparso anonimo ma probabilmente da ricondurre alla penna di Paolo Lioy (Lioy, 1863, pp. 89-112). La notizia della stesura di un secondo romanzo ci è data da un articolo de «Il Poligrafo» a firma F. M. P. («di presente, a quanto mi vien detto, lavora ad un romanzo contemporaneo», 1865, pp. 314-319), e qualche anno più tardi, nel 1885, dallo storico e critico mazziniano Francesco Guardione («Ci Auguriamo che la gentildonna pubblichi il lungo romanzo, ch’è ricordo del nostro passato», 1885, p. 333). Anche Treves informa, alla fine del 1861, della prossima pubblicazione di un nuovo romanzo della scrittrice scrivendone nel «Museo di Famiglia» (Grillandi, 1977, p. 206). L’editore milanese aveva già inserito alcune poesie di Montoro nel primo volume della sua rivista all’inizio del 1861, e nell’anno successivo pubblicherà il racconto Ludovica Gerla.
I testi poetici di Letteria Montoro non sono mai stati riuniti in un unico volume, ma si trovano sparsi in varie pubblicazioni, riviste, antologie: Il pensiero dell’anima è accolto nella silloge Poesie di illustri italiani contemporanei scelte e ordinate per cura di Ferdinando Bosio e nell’Antologia poetica siciliana del secolo XIX di Francesco Guardione, che contiene anche Pel centenario di Dante Alighieri. Altri componimenti appaiono nella rivista genovese «La Donna» (Al Giacinto, Il pensiero dell’anima) e, secondo quanto riporta Rita Verdirame, anche su «La donna e la famiglia» (Verdirame, 2009, 59). La lirica Un sospiro è pubblicata nella Strenna femminile a profitto dell’Associazione Filantropica delle donne Italiane edita nel 1861; Sospiro di una vergine candiota fa parte del volume Candia: scritti in prosa e verso (1868), finanziato dal comitato filellenico messinese in sostegno dei combattenti cretesi, e la canzone A Sofia giovinetta concorre alla creazione della Ghirlanda della beneficenza del 1872.
Alla morte del fratello, nel 1886, Montoro scrive un accorato componimento in sua memoria (Sul sepolcro del Sacerdote Francesco Montoro sua sorella Letteria), nel quale ripercorre la propria vita al suo fianco come fida consigliera. L’immagine dimessa e umile che presenta di sé è contraddetta dalle molteplici attività e iniziative a cui prende parte, sempre salutata con grande stima, come in occasione delle celebrazioni cittadine per il centenario della morte di Dante, al quale Montoro è l’unica donna invitata.

Luoghi di produzione e relazioni intellettuali
Nonostante le poche notizie biografiche a nostra disposizione, la scrittrice sembra non essersi molto allontanata da Messina, eccetto che per il periodo di esilio, di cui però nulla ci è rimasto. Numerose sono le testimonianze di stima dimostrate alla scrittrice messinese, soprattutto dalle autrici conterranee. Il rapporto tra Montoro e le altre poetesse siciliane a lei contemporanee è probabilmente stato stimolato dai medesimi ambienti in cui hanno operato, dalle riviste alle pubblicazioni in volumi collettanei. La poesia che Montoro dedica a Mariannina Coffa – alla notizia della morte della poetessa netina – dimostra non solo l’affetto e la riconoscenza per un’autrice molto apprezzata, ma anche la volontà di inserirsi all’interno di una tradizione letteraria tutta femminile che nel corso dell’Ottocento diverse autrici stavano costruendo. Purtroppo, non siamo in possesso di un epistolario che ci aiuti a ricostruire gli scambi intellettuali della scrittrice messinese. 

Poetica e pensiero
L’esordio letterario di Montoro coincide, come si è detto, con la pubblicazione del romanzo Maria Landini. La scelta di esordire con un romanzo colloca Montoro in una posizione controcorrente rispetto all’ambiente intellettuale siciliano dell’epoca, ancora fortemente ancorato al classicismo e alla centralità della poesia come forma espressiva privilegiata. In questa prospettiva si può leggere la professione di modestia affidata alla prefazione, in cui Montoro sembra prevenire possibili critiche avvertendo il lettore che non troverà «sfoggio di erudizione o di stile» (Montoro, 1850). Dunque, appena dieci anni dopo l’ultima edizione de I Promessi Sposi, la nostra autrice si cimenta nella forma narrativa più moderna, il romanzo, ma il modello manzoniano nelle sue mani è capovolto e riscritto da una prospettiva di genere. Come ha osservato Daniela Bombara (2017), A differenza di Lucia, ancorata al cronotopo della casa, la protagonista Maria Landini compie un percorso formativo più attivo e molto più simile a quello di Renzo. Montoro, attraverso la vicenda di una giovane donna in fuga per la campagna italiana, affida al romanzo le proprie idee risorgimentali e il racconto di un paese in pezzi vessato dal malgoverno borbonico. D’altra parte, la lettura politica del romanzo è autorizzata dalla citazione della canzone di Leopardi, All’Italia, posta in epigrafe. Maria Landini riceve molteplici apprezzamenti, come quello manifestato da un articolo apparso nel giornale «Il diavoletto», nel quale leggiamo: «l’avveduta autrice, per quanto a me pare, sembra essersi proposto ben più santo e nobile scopo, in quel suo letterario lavoro, che non sia il comunemente assegnato ai romanzi ed alla letteratura in genere: quello cioè di dilettare e d’istruire» (G. B., 1851).
Accanto al romanzo, al quale maggiormente è rivolto l’interesse degli intellettuali a lei coevi, si trova la poesia. L’ispirazione poetica di Letteria Montoro è nutrita dello spirito risorgimentale e civile del suo tempo e rafforzata dalla propria esperienza personale di impegno antiborbonico e di esilio. I modelli letterari che agiscono nei suoi versi sono quelli della poesia politica italiana da Monti a Manzoni, come testimoniano le poesie Pel centenario di Dante Alighieri – molto apprezzato dai giornali contemporanei, in cui il poeta fiorentino è cantato come prefiguratore dell’unità nazionale –,e Sospiro di una vergine candiota, valido esempio di filellenismo al femminile che dà voce al dolore delle donne, grandi escluse dalle guerre di liberazione. Oltre alla poesia civile, numerosi sono i componimenti lirici e d’occasione nei quali è centrale la lezione di Leopardi, evidente nelle puntuali riprese stilistiche e lessicali. Come ha segnalato per primo Gaetano Oliva: «il suo stile lo formò soprattutto la lettura del Leopardi, la cui patetica poesia prediligeva» (1954, pp. 292-293). Con il poeta di Recanati Montoro condivide la sottolineatura del dolore come elemento connaturato all’uomo, la presa di coscienza dei “dolci inganni”, ma rimane estranea al sostrato laico del pensiero leopardiano; non rinuncia infatti alla fede religiosa come rifugio consolatorio e alla convinzione dell’esistenza dell’anima, come esprime nel componimento Il pensiero dell’anima.

Critica e ricezione
Lo storico messinese Gaetano Oliva inserisce Montoro, unica donna, nel novero dei Messinesi illustri nei suoi Annali, descrivendola come «poetessa nata, scrittrice forbita e gentile che, se le cure domestiche glielo consentivano, affidava i suoi sentimenti alla carta, e scrisse parecchie poesie e qualche romanzo senza pretese di gloria; ma ciò malgrado molte sue composizioni ebbero pubblicità, ed ella bentosto fu salutata poetessa» (1954, pp. 292-293). Di lei parlano Leone Carpi («Montoro Letteria, siciliana. Prose e poesie varie. È giovane e con lo studio riuscirà buona scrittrice», 1878, p. 584) e lo storico siciliano Gaetano La Corte Cailler («Poetessa e scrittrice erudita, autrice di vari lavori letterari, esule per la redenzione della patria, è morta nel 1893 a 68 anni in Messina», 1914, p. 23). Giuseppe Pitrè la cita nei suoi Nuovi profili biografici di contemporanei italiani, editi dalla Tipografia di A. Di Cristina nel 1868: «dopo la perdita, ahi quanto dolorosa, della Giuseppina Turrisi-Colonna, dopo quella della cara fanciulla Lauretta Li Greci, […] la Concettina Ramondetta-Fileti di Palermo, la messinese Letteria Montoro e la netina Mariannina Coffa-Caruso rappresentano ora la sicula letteratura femminile». Carmelo Pardi nei suoi Scritti vari, editi dalla Tipografia del Giornale di Sicilia nell’anno 1871, commentando i versi di Mariannina Coffa, parla di un «onorevole drappello delle nostre valorose Rosina Muzio Salvo, Concettina Ramondetta, Letteria Montoro, ed alle altre donne che a ben far pongono l’ingegno». F. D. Pucci, ne La donna virtuosa e la donna traviata, Venezia, edita dallo Stabilimento Tipo-Litog. Di M. Fontana nel 1874, inserisce Montoro in un lungo elenco di virtuose, da Calpurnia fino a Gualberta Alaide Beccari, che dimostrano quanto «la intelligenza di lei non sia per nulla inferiore a quella dell’uomo». Nella raccolta Versi editi e inediti di Francesco Salesio Scavo, edita a Palermo dalla Tipografia di Benedetto Lima nel 1862, Montoro è citata come ispiratrice della lirica Ad un giacinto scritta dall’autore «dopo aver letta una leggiadrissima poesia dell’istesso argomento della egregia poetessa messinese». Nel 1859 il suo nome è inserito nei fascicoli LXV-LXVI (Corrispondenza delle Due Sicilie di O. E. E.) della Rivista italiana (edita a Torino dalla Tipografia Cerutti, Derossi e Dusso, vol. 17) tra le poetesse che «oggi in Sicilia scrivono soavi carmi».
Parlano di Letteria Montoro, in riferimento alla sua poesia Sulla tomba della Chiarissima Mariannina Coffa poetessa notina, Rita Verdirame (2009) e Marinella Fiume (2000).
Il romanzo Maria Landini è inserito da Alessio Narbone nel volume IV della Bibliografia sicola sistematica o apparato metodico alla storia letteraria della Sicilia, (edita a Palermo dallo Stabilimento dei fratelli Pedone Lauriel nel 1855). Gino Raya, ne Il romanzo, scrive di Montoro che «spaccò in due il secolo con Maria Landini» (Raya, 1950).
Recentemente la produzione di Letteria Montoro è stata oggetto di lavori scientifici interessati a ricostruire il contributo delle autrici siciliane dell’Ottocento al discorso culturale e risorgimentale italiano; in quest’ambito di ricerca si collocano i lavori di Daniela Bombara.
Nel giugno 2023, il romanzo Maria Landini è stato ripubblicato dalla casa editrice romana L’Altracittà, a cura della critica letteraria Daniela Bombara e della scrittrice Nadia Terranova.
Nel romanzo Trema la notte (2022), Nadia Terranova intreccia la vicenda di Barbara, giovane sopravvissuta al terremoto di Messina del 1908, con la riscoperta di Letteria Montoro e del suo romanzo Maria Landini.

Opere e edizioni
Maria Landini. Romanzo, Palermo, Clamis e Roberti, 1850.
Ad un giacinto, quartine, «La Missione delle donne», periodico mensile diretto da Olimpia Saccati in Palmi, 1853.
Il pensiero dell’anima, «La donna. Foglio settimanale di scienze morali e naturali, di letteratura e arti belle», n. 6, 7 febbraio 1857; poi ripubblicato in Poesie di illustri italiani contemporanei scelte e ordinate per cura di Ferdinando Bosio, vol. 2, Milano, Tipografia di M. Guigoni, 1865; e in Antologia poetica siciliana del secolo XIX, con proemio e note di Francesco Guardione, Palermo, Tempo, 1885.
La solitudine. Ottave a rima data, «Eco Peloritano», V, II, 7, 1859.
Al Giacinto, «La donna. Foglio settimanale di scienze morali e naturali, di letteratura e arti belle», n. 65, 1° novembre 1856.
Un sospiro,in Strenna femminile dell’Associazione filantropica delle Donne Italiane, Torino, Arnaldi, 1861.
Ludovica Gerla, «Museo di Famiglia. Rivista illustrata», II, II, n. 25, Milano, Treves, 9 novembre, 1862.
Pel centenario di Dante Alighieri, in Alcune poesie di Mariannina Coffa Caruso da Noto e di Letteria Montoro da Messina, Palermo, Virzì, 1864; e ripubblicato in Antologia poetica siciliana del secolo XIX, con proemio e note di Francesco Guardione, Palermo, Tempo, 1885.
Frammento di un romanzo inedito, in Appendice alla Strenna veneziana dell’anno passato, Venezia, Tipografia del commercio, 1866.
Sospiro di una vergine candiota, in Candia: scritti in prosa e in verso, Messina, D’Amico, 1868.
A Sofia giovinetta. Canzone, 1865, in Ghirlanda della Beneficenza. Raccolta di prose e poesie di viventi italiani, a cura di Francesco De Cola Proto, Messina, Stamperia Capra, 1872.
Sulla tomba della Chiarissima Mariannina Coffa poetessa notina. Versi sciolti letti nell’Accademia radunanza straordinaria del 6 aprile 1878 nel Gabinetto Letterario Ibla Erea di Ragusa, Palermo, Virzì, 1878.
Sul sepolcro del Sacerdote Francesco Montoro sua sorella Letteria, Messina, Tipografia del Progresso, 1886.
Maria Landini, prefazione di Nadia Terranova e postfazione di Daniela Bombara, Roma, L’Altracittà, 2023.

Bibliografia
Arenaprimo Giuseppe, La stampa periodica in Messina dal 1875 al 1880, in Atti della R. Accademia Peloritana, Messina, Tipografia D’Amico, 1893.
Attard Giorgio, Messinesi insigni del secolo XIX sepolti al Gran Camposanto. Epigrafi-Schizzi biografici [1926], a cura di Giovanni Molonia, Messina, Società Messinese di Storia Patria, 1991.
Bombara Daniela, Le ragioni degli esclusi: Letteria Montoro, Postfazione a Letteria Montoro, Maria Landini, Roma, L’Altracittà, 2023.
Bombara Daniela, Al margine dei margini: ribellione, esperienza del dolore e denuncia sociale in Letteria Montoro, donna siciliana e scrittrice del periodo romantico, «Revista Internacional de Culturas y Literaturas», 20, 2017.
Bombara Daniela, Ripensamento della tradizione e approdo alle idealità romantiche nella Sicilia di primo Ottocento: cita e opere di tre letterate ribelli, «Quaestiones romanicae, III, 2, 2015.
Bosio Ferdinando, Poesie, Milano, Tipografia di M. Guigoni, 1865.
Calapso Jole, Donne ribelli. Un secolo di lotte femminili in Sicilia, Palermo, Flaccovio, 1980.
Carpi Leone, L’Italia vivente. Aristocrazia di nascita e del denaro-borghesia-clero burocrazia, Studi sociali, Milano, Vallardi, 1878.
De Donato Gigliola, La parabola della donna nella letteratura italiana dell’Ottocento, Bari, Adriatica, 1983.
Fiume Marinella, Sibilla arcana: Mariannina Coffa (1841-1878), Caltanissetta, Lussografica, 2000.
F. M. P., Corrispondenze dalla Sicilia, «Il Poligrafo», 2, 1865.
G. B., Cenno bibliografico, «Il diavoletto», IV, n. 7, 8 gennaio 1851.
Greco Oscar, Bibliografia femminile italiana del XIX secolo, Mondovì-Venezia, Tipografia G. Issoglio, 1875.
Grillandi Massimo, Emilio Treves, Torino, UTET, 1977.
Guardione Francesco, Antologia poetica siciliana del secolo XIX, con proemio e note, Palermo, Tipografia Tempo, 1885.
La Corte Cailler Gaetano, La donna nella beneficenza in Messina dal 12 al 19 secolo, Messina, D’Angelo, 1914.
Lioy Paolo, Sul romanzo delle donne contemporanee in Italia, «Il Politecnico», 18, 85, 1863.
Oliva Gaetano, Annali della Città di Messina (continuazione all’opera di Caio Domenico Gallo) con cenni biografici dei cittadini illustri della seconda metà del secolo 19, vol. 8, Messina, Società Messinese di Storia Patria, 1954.
Raya Gino, Il romanzo, Milano, F. Vallardi, 1950.
Rizzo Gerardo, Annali della Città di Messina (1862-1885), Messina, Intilla, 2007.
Sodini Elena, Il fondo Bevilacqua: un itinerario tra famiglia, patriottismo femminile ed emancipazione, in Scritture femminili e storia, a cura di Laura Guidi, Napoli, ClioPress, 2004.
Severini Marco, Le fratture della memoria. Storia delle donne in Italia dal 1848 ai nostri giorni, Venezia, Marsilio, 2023.
Verdirame Rita, Narratrici e lettrici (1850-1950). Le letture della nonna dalla Contessa Lara a Luciana Peverelli, Padova, Libreriauniversitaria, 2009.

Autrice Montoro Letteria
Secolo XIX
Genere letterario Narrativa, Poesia
Testi digitali Libro moderno, Periodico