Paolina Schiff
a cura di Valeria Puccini
Paolina Schiff (1841 – 1926) è stata una scrittrice, giornalista, pacifista e attivista nei movimenti femminili.
«Ci attendano pure al varco e si vedrà che la semplice operaia, pratica dei bisogni giornalieri, come la dama, amministratrice di beni e di terre, saranno capacissime a dare il loro voto, e così pure la donna, che dedita al commercio, vi è esposta a tutte le oscillazioni, a tutte le sorprese provenienti non di rado dalle condizioni economiche e politiche del paese. E del pari tutte le donne alle quali è affidata l’educazione e l’istruzione della generazione crescente; e a quelle che colla genialità dell’arte danno prova di valore e sono sottoposte, al pari dei loro confratelli uomini, alla critica, al giudizio del pubblico. Orbene a tutti questi esseri pensanti, dediti a lavori fecondi, sostenitrici di ardue responsabilità dirette e indirette, si potrà e si vorrà negare il riconoscimento del diritto più imprescindibile di una persona: esprimere cioè la propria opinione col mezzo accettato da tutti gli Stati moderni, la scheda elettorale?»
P. Schiff, Il voto alla donna
Vita e formazione
Paolina Schiff nasce a Mannheim il 28 luglio 1841, terza degli otto figli di Samson Schiff e Barbara Maier. Successivamente, forse a causa di difficoltà economiche, la famiglia Schiff si trasferisce a Trieste, città dove il padre – con il proprio lavoro di artigiano argentiere – riuscirà a garantire ai suoi una vita agiata. Durante il soggiorno in questa città, ancora sotto il dominio degli austriaci ma italiana di fatto, i ragazzi Schiff apprendono la lingua italiana e imparano ad amare e apprezzare la cultura e la storia della loro nuova patria. Nel 1860 gli Schiff – che nel frattempo avevano abbracciato la causa irredentista e risorgimentale italiana – si trasferiscono a Milano, passata da un anno sotto il dominio del Regno di Sardegna; la colta Paolina, ormai diciannovenne, inizia a studiare letteratura nella vicina Università di Pavia divenendo ben presto una valente germanista ed ottenendo – in quello stesso Ateneo – l’incarico dell’insegnamento di Grammatica tedesca come assistente di Felice Cavallotti, con il quale nascerà una lunga e proficua amicizia testimoniata dalle numerose lettere che i due si scambiarono e che eserciterà una notevole influenza sulla formazione intellettuale della giovane Paolina. Nell’Ateneo pavese Schiff avrà modo di conoscere anche il medico e patriota Agostino Bertani, con il quale condivise l’interesse per la tutela della salute pubblica. Dal 1888 inizierà la sua collaborazione come insegnante nell’Accademia Scientifico-Letteraria di Milano, prestigiosa istituzione universitaria fondata da Gabrio Casati nel 1859. Schiff, però, riuscirà a conseguire in quell’Accademia la libera docenza soltanto il 12 febbraio del 1892; ingaggerà anche una lunga ma sfortunata battaglia per entrare a far parte del corpo docente dell’Università di Pavia, dove ricoprirà a lungo gli insegnamenti pratici di Elementi di grammatica della lingua tedesca, di Lingua tedesca e di Letteratura tedesca, prima come insegnante privata e poi, a partire dall’anno accademico 1903-1904, come libera docente non retribuita. In un contesto accademico ancora fortemente segnato dall’esclusione femminile, Schiff non riuscì tuttavia a ottenere un pieno riconoscimento istituzionale, doppiamente discriminata in quanto donna e in quanto ebrea.
Nel 1880, insieme ad Anna Maria Mozzoni, Paolina Schiff fonda a Milano la «Lega per la tutela degli interessi femminili». Nel 1909 Schiff ottiene la nomina nell’Albo dei traduttori e dei periti di lingua tedesca del Tribunale civile e penale di Milano. Muore a Milano il 6 agosto 1926, donando l’archivio contenente le sue carte personali e la sua biblioteca alla città che l’aveva accolta ed era diventata la sua seconda patria.
Attività letteraria
La sua intensa attività di germanista ebbe come esito la traduzione del romanzo La malattia del secolo (Die Krankheit des Jahrhunderts), scritto nel 1887 da Max Nordau, sociologo, medico e scrittore ungherese. Esiti della collaborazione con la rivista «Il Pensiero Italiano. Repertorio mensile di studi applicati alla prosperità e coltura sociale», fondata e diretta dall’avvocato Pirro Aporti, deputato e poi senatore del Regno d’Italia per la coalizione di estrema sinistra, saranno poi alcuni articoli sulla letteratura tedesca, tra cui i saggi Incudine o martello (Schiff 1891), Tre poeti civili della Germania (Schiff 1893), Il dramma in Germania (Schiff 1893¹), Lo spirito della lingua tedesca (Schiff 1896). Negli Annuari della Regia Università di Pavia si trovano elencati altri saggi ed articoli di argomento vario (sui diritti delle donne e dei fanciulli e su questioni sociologiche e psicologiche) a lei attribuiti che oggi sono, tuttavia, di difficile se non impossibile reperimento.
Nell’ambito della sua intensa attività a favore dei diritti delle donne, Schiff collaborerà con riviste all’avanguardia come «La donna» di Gualberta Alaide Beccari (per cui cura una rubrica dal titolo I nostri interessi), «Vita femminile», organo delle Leghe femminili di Milano, Torino e Venezia e il settimanale «L’Alleanza. Giornale settimanale, politico, letterario per l’istruzione sociale e politica della donna», diretto dalla socialista Carmela Baricelli, dalle cui colonne la sua voce si leverà sempre con fermezza in appoggio delle principali battaglie del movimento emancipazionista. Un’altra battaglia alla quale Schiff si dedicò con particolare attivismo fu quella per il diritto alla ricerca della paternità: aderì sin dalla sua fondazione al Comitato a sostegno dell’abolizione della normativa allora vigente, costituitosi a Milano nel 1906 e un suo importante articolo sull’argomento intitolato Per la ricerca della paternità comparve sull’autorevole rivista giuridica «Lo Stato Civile Italiano», nella quale solitamente non erano accolti contributi femminili.
Il 9 giugno del 1895 Schiff tenne una conferenza al Teatro Lirico di Milano per sostenere l’istituzione di una Cassa di assicurazione statale per sostenere la maternità delle donne lavoratrici, il cui testo fu poi pubblicato col titolo Istituzione di una Cassa d’assicurazione per la maternità. Frutto delle numerose conferenze tenute a favore della pace nei teatri e nelle piazze delle principali città italiane sono i due pamphlet L’influenza della donna sulla pace (1888) e La pace gioverà alla donna? (1890).
Nel luglio 1898 la prestigiosa «Rivista di Sociologia» accoglie un suo contributo dal titolo Il fenomeno del femminismo in cui l’autrice, in un ampio excursus storico che ricostruisce la subordinazione della donna nei secoli a partire dall’antico Egitto, giunge fino a ricordare la pioneristica opera di Mary Wollstonecraft. In uno scritto del 1900 intitolato Il compito della donna nella società moderna Paolina Schiff si ricorderà persino delle carcerate, la cui miserabile condizione la spinge a chiedere l’istituzione di ispettrici carcerarie che possano alleviare le dure condizioni sopportate dalle donne e dai tanti bambini reclusi insieme alle madri.
Infine, nel 1881 pubblica a Milano il suo primo e unico romanzo, ovvero Il profugo. Romanzo contemporaneo, le cui vicende sono ambientate negli anni settanta della seconda metà dell’Ottocento: la storia si svolge dapprima nella città di Milano e in altri scenari lombardi, per poi spostare l’azione in Grecia, dove nel 1878 i ribelli greci erano insorti per tentare di liberare ed annettere al giovane Regno ellenico, formalmente istituito nel 1832 a seguito della guerra d’indipendenza greca, le regioni dell’Epiro e della Tessaglia, ancora sotto l’Impero Ottomano. Si tratta di un’opera che invita il lettore a profonde riflessioni sui ruoli convenzionali dell’uomo e della donna nella società, decostruendo l’immagine femminile tradizionale a favore di una sua partecipazione più attiva e cosciente alle grandi tematiche politiche, civili e morali dell’epoca; un romanzo d’impegno sociale, che utilizza la narrazione storica per veicolare idee progressiste e mettere in discussione i pilastri della società ottocentesca, oltre a costituire un’importante testimonianza storica su eventi meno noti del risorgimento ellenico.
Luoghi di produzione e relazioni intellettuali
L’attività intellettuale di Schiff si svolse tutta in Lombardia, a Milano sua nuova patria e nell’Università di Pavia. Quanto alle relazioni intellettuali, oltre al già citato Felice Cavallotti, suo mentore nel mondo accademico, tra i personaggi che ebbero grande influenza sul suo pensiero vi furono Anna Maria Mozzoni, esponente principale del cosiddetto «femminismo egualitario», il cui influsso fu fondamentale per lo sviluppo della sua coscienza politica e sociale; Salvatore Morelli, detto ‘il deputato delle donne’ per il suo notevole impegno a favore dei diritti femminili, autore di La donna e la scienza come soli mezzi atti a risolvere i problemi dell’avvenire, testo fondamentale che, ben otto anni prima dell’uscita del famoso libro di John Stuart Mill The Subjection of Women, aveva rivendicato «la necessità di ristabilire giuridicamente la dignità della donna»; il medico e patriota Agostino Bertani, con il quale condivideva l’idea che lo Stato dovesse vigilare e tutelare la salute pubblica e con cui collaborerà nella lotta per la repressione della malaria, che costituiva allora una vera e propria piaga per la giovane nazione italiana, specialmente nelle regioni del Meridione; Giosuè Carducci, che Schiff stimava molto e con il quale intrattenne uno scambio epistolare durato diversi anni. Fu inoltre componente del direttivo della «Lega di Libertà, Fratellanza e Pace», fondata nel 1878 a Milano su iniziativa di Ernesto Teodoro Moneta, e nel 1887 cofondatrice insieme a lui della «Unione lombarda per la pace e l’arbitrato internazionale», associazione i cui obiettivi politici erano il disarmo graduale, l’educazione alla pace e l’istituzione di una corte suprema di arbitrato internazionale che risolvesse i conflitti tra i popoli senza il ricorso alle armi.
Poetica e pensiero
Paolina Schiff è una donna vulcanica dai mille interessi: germanista, giornalista, traduttrice ed attivista nei movimenti femminili, impegnata intensamente anche sul fronte pacifista. Con i suoi scritti e le battaglie politiche si adopererà fino alla fine dei suoi giorni per assicurare alle donne italiane il riconoscimento di rivendicazioni fondamentali come il diritto di voto, la tutela delle lavoratrici madri e dei figli illegittimi, la parità di retribuzione lavorativa fra i sessi, il divorzio. Nel 1880, insieme alla Mozzoni, fonda a Milano la «Lega per la tutela degli interessi femminili», prima espressione politica del movimento emancipazionista in Italia, che mirava soprattutto a promuovere l’istruzione femminile in maniera trasversale nonché a sviluppare nelle donne la coscienza dei loro diritti e doveri nella società. Della Lega fanno parte sin dalla fondazione anche attiviste appartenenti alla classe operaia come Giuseppina Pozzi e Nerina Bruzzesi e di diversa formazione politica, a dimostrazione degli intenti ecumenici delle fondatrici. Nello stesso numero della rivista che dà notizia della nascita della Lega, appare un breve commento della Schiff relativo agli intenti programmatici della neonata associazione, in cui l’autrice si esprime con energica fermezza e con notevole senso pratico esortando le lettrici ad unirsi nella lotta, superando le reciproche differenze di casta, cultura ed età. In questa prima fase, le tematiche prevalenti all’interno del movimento sono la tutela della maternità e delle donne lavoratrici, il diritto all’istruzione e la parità salariale, battaglie che, senza eccezioni, vedranno Paolina Schiff schierata in prima fila.
Un’altra importante battaglia portata avanti da Schiff, nata e discussa sempre all’interno della Lega, è quella per la tutela delle donne lavoratrici e, in particolare, delle lavoratrici madri, sia dal punto di vista della retribuzione, sempre inferiore a quella dell’uomo a parità di mansioni, sia dal punto di vista sanitario. Nei suoi scritti sull’argomento l’autrice evidenzia giustamente come sia interesse primario dello Stato tutelare la maternità e in particolare le madri lavoratrici affinché nascano figli sani e come sia oggi radicalmente cambiata la vita delle donne, non più rinchiusa nell’alveo protettivo della famiglia ma fattore indispensabile del lavoro industriale. Nonostante l’impegno e l’entusiasmo con cui tante militanti come lei sostenevano la causa dei diritti delle donne, bisognerà attendere l’alba del nuovo secolo per vedere approvata la prima legge, la n. 242 del 19 giugno 1902 (Legge Carcano), che disciplinerà, sia pure in modo ancora molto carente, l’apporto della manodopera femminile e dei fanciulli al mondo del lavoro.
Quanto alla sua battaglia per la ricerca della paternità a tutela dei figli nati al di fuori del matrimonio, agli albori del Novecento, secondo le stime da lei riportate, vi erano in Italia più di ottantamila figli illegittimi, privi quindi di quei diritti civili cui partecipavano i figli di genitori uniti in matrimonio legale. Si dovrà, purtroppo, aspettare la riforma del diritto di famiglia del 1975 per vedere finalmente legittimata dall’art. 269 del nuovo Codice Civile la libera ricerca della paternità, per la quale tante donne come Paolina Schiff avevano lottato con impegno e tenacia. Un’altra importante intuizione di questa attivista fu l’aver compreso la necessità che le donne unissero le proprie forze attraverso la creazione di associazioni militanti, le uniche in grado di tutelare i loro diritti e sostenere adeguatamente le loro battaglie; lei stessa sarà la fondatrice del primo sindacato femminile, quello delle orlatrici di calzature a Milano.
Quanto all’impegno sul fronte del pacifismo, Schiff aveva derivato dal magistero di Carlo Cattaneo il riconoscimento del principio di libertà dei popoli e da Giuseppe Mazzini l’idea della creazione di una federazione di Stati europei che avrebbe posto fine alle continue guerre fra le nazioni e garantito un futuro di pace e di prosperità al vecchio continente. Quella di Schiff è un’idea di pacifismo scissa fra l’amore per la patria e l’aspirazione alla fratellanza tra i popoli, fra antimilitarismo da una parte e interventismo armato nei casi in cui si tratti di difendere la propria nazione o abbattere una tirannide. È, in buona sostanza, quel concetto di «guerra giusta» che emerge chiaramente dalla relazione di Ernesto Teodoro Moneta nel primo Congresso Nazionale della Pace, organizzato a Roma nel maggio 1889. Ma lo stesso concetto era già in Salvatore Morelli, che giustificava persino la partecipazione delle donne alle lotte per la liberazione della patria, come vediamo accadere anche nel romanzo Il profugo.
Critica e ricezione
L’opera di Paolina Schiff, che pure conobbe una certa notorietà nella sua epoca, è stata analizzata finora quasi soltanto dal punto di vista storico, con un focus particolare sull’impegno pacifista della scrittrice e sul suo attivismo nei movimenti emancipazionisti a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Il romanzo Il profugo, dopo le tre edizioni seguite alla princeps del 1881, non è stato più ristampato dopo la morte dell’autrice; la prima edizione commentata moderna è quella a cura di Valeria Puccini, pubblicata nel 2026.
Opere e edizioni
Alle donne italiane, «La donna. Periodico d’educazione compilato da donne italiane», IV, II, 182, 25 aprile 1872, p. 238.
La donna e la legge civile. Conferenza tenuta a Milano dalla signora Paolina Schiff a beneficio del monumento a Salvatore Morelli, «La donna. Periodico d’educazione compilato da donne italiane», XII, II, 18, 30 marzo 1881, pp. 274-277.
Il profugo. Romanzo contemporaneo
Milano, Libreria Editrice Galli, 1881.
A cura di V. Puccini, prefazione di Sebastiano Valerio, Roma, Tab edizioni, 2026.
L’influenza della donna sulla pace, Milano, Tipografia P. B. Bellini e C., 1888.
La pace gioverà alla donna?, Milano, Libreria Editrice Galli, 1890.
Incudine o martello, «Il Pensiero Italiano. Repertorio mensile di studi applicati alla prosperità e coltura sociale», I, II, 1891, pp. 225-226.
Tre poeti civili della Germania, «Il Pensiero Italiano. Repertorio mensile di studi applicati alla prosperità e coltura sociale», VII, XXVIII, 1893, pp. 485-491.
Il dramma in Germania, «Il Pensiero Italiano. Repertorio mensile di studi applicati alla prosperità e coltura sociale», IX, XXXVI, 1893, pp. 506-507.
Istituzione di una Cassa d’assicurazione per la maternità, Milano, Tipografia A. Colombo, 1895.
Lo spirito della lingua tedesca, «Il Pensiero Italiano. Repertorio mensile di studi applicati alla prosperità e coltura sociale», XVI, 67, 1896, pp. 323-334.
Il fenomeno del femminismo, «Rivista di Sociologia», IV, IV, VII, luglio 1898, pp. 48-51.
Il compito della donna nella società moderna, «Scienza sociale», III, III, 1900, pp. 3-10.
Il voto alla donna, «La voce della donna», 22 maggio 1904, pp. 3-4.
Per la ricerca della paternità, «Lo Stato Civile Italiano», XI, 5, 1 marzo 1911, pp. 68-73.
Max Nordau, La malattia del secolo, traduzione di Paolina Schiff, Milano, Fratelli Dumolard, 1888.
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